Capitolo 1

Perché ricchi?

 

Ci sono persone che hanno denaro e persone che sono ricche.
Coco Chanel

 

 

Quando mi chiedono perché ho scritto un libro su come diventare ricchi, la mia risposta un po’ scherzosa è quasi sempre la stessa: “Sarebbe stato meglio scrivere un libro su come diventare poveri?” oppure “Perché non avrei dovuto?”. Queste domande, in realtà, le pongo al mio interlocutore per capire subito cosa pensa dell’argomento. Generalmente ci sono due tipi di reazioni: c’è la persona scettica e la persona che mostra interesse, ma quasi tutti riconoscono che l’argomento è atipico, e anche io riconosco quanto sia normale pensarlo perché è una materia che non viene insegnata in nessuna scuola ufficiale, pur essendo un tema importante.

Non c’è dubbio che l’argomento “ricchezza” sia visto da molti con diffidenza. Anche la figura del ricco non sempre è percepita in maniera positiva. In alcuni ambienti e per alcune persone, è un individuo visto con antipatia, con distacco e con invidia.

Alla parola “ricco” è molto spesso associata l’idea di una persona che approfitta degli altri, che sfrutta il prossimo, che commette illeciti, che evade le tasse, che ostenta il suo ego e le sue ricchezze, ecc. Raramente il ricco è visto come una persona che dà lavoro, che rischia i suoi capitali, che subisce pressioni, che fa donazioni, che paga molte tasse, contribuendo in misura spesso importante ai servizi che la collettività utilizza.

Personalmente, non mi sono mai fatto influenzare dal pensiero comune o da quello che pensa la maggioranza delle persone. Io cerco di giudicare il meno possibile. Sicuramente evito di farlo quando non conosco le persone e, se devo giudicare, lo faccio guardando i fatti e non ascoltando dicerie, voci o ragionamenti del tipo “lo sanno tutti che...”. Nel modo di pensare di molte persone, esistono dei circuiti mentali, ovvero dei ragionamenti che sembrano preinstallati nella mente: dato un certo argomento, uno stimolo o un evento, la risposta è quasi sempre automatica, già preimpostata e quasi sempre la stessa. Sono i pregiudizi e preconcetti, per intenderci.

Nel mio modo di ragionare non associo il ricco né a una figura di valore né priva di valori, così come non lo faccio con il povero o con la persona appartenente alla classe media. Il valore di una persona è sempre dato da quello che fa, a prescindere dalla classe sociale a cui appartiene, e la ricchezza di un individuo non è solo materiale ma anche immateriale.

In senso ristretto, per me il “ricco” è una persona libera, che ha ampie possibilità di fare della sua vita ciò che vuole, che ha il controllo delle sue giornate, del suo tempo e che ha un buon patrimonio personale. È una persona che ha un’esistenza molto diversa da chi vive la quotidianità con la spada di Damocle sulla testa fatta di bollette, rate del mutuo, prestiti da restituire, perennemente in lotta con il suo conto corrente.

A differenza di quel che potrebbero pensare in molti, in questo libro la parola ricchezza non è associata alla parola egoismo, ostentazione o narcisismo, e non mi occupo tanto degli aspetti sociologici, filosofici o etici.

Qui la parola “ricchezza” è sinonimo di “libertà” e “controllo”. La vera ricchezza è poter essere liberi e avere il controllo delle proprie giornate, del lavoro e del proprio tempo. È qui che sta, in molti casi, il grande desiderio di chi vuol diventare ricco.

Dopo aver letto oltre un centinaio di libri sulla crescita personale, sulla legge d’attrazione, sulla finanza personale e la libertà finanziaria, mi sono più che convinto che l’arte dell’arricchimento può essere insegnata e appresa.

Questo è il motivo per cui ho deciso di scrivere questo libro: poter divulgare informazioni che la maggior parte delle persone non conoscono e che potrebbero avere un impatto positivo sulle loro vite.

Questo libro vuol essere un aiuto:

  • per chi vuole togliersi da una condizione di precarietà;
  • per chi ben conosce la condizione di povertà e vuole venirne fuori;
  • per quelle persone che vogliono prendere il controllo della propria vita e smettere di sentirsi schiavi di un sistema che spesso li stritola e li obbliga a fare cose che non vorrebbero fare o a non poter fare cose che vorrebbero;
  • per chi vuol crearsi uno o più sistemi di rendite automatiche o passive, che lavorano e producono entrate anche mentre si sta dormendo o si è in vacanza.

Se rientri in una di queste quattro categorie, troverai il libro interessante e utile. Diversamente, non perderci tempo e rimani nella condizione in cui ti trovi perché molto probabilmente è quella che fa per te o quella che ritieni sia la situazione più sicura.

Chi legge questo libro lo fa con il desiderio di poter diventare il direttore d’orchestra della propria esistenza, più autonomo nelle proprie scelte, libero di decidere, di fare e disfare, e di non avere più padroni che gli organizzino le giornate di lavoro e il tempo. Questa è la condizione in cui quasi tutti vorrebbero trovarsi.

Essere ricco, però, non vuol dire avere tanti soldi e, nonostante ciò, dover lavorare 12 ore al giorno, fare riunioni stressanti di continuo, avere responsabilità tali da non riuscire a dormire la notte, ecc. L’aspirazione è stare bene economicamente, ma nel contempo avere in mano la propria vita ed essere i creatori del proprio destino. Se, oltre a questo, riusciamo a essere delle persone di valore, che aiutano il prossimo e che hanno a cuore i propri dipendenti o collaboratori, allora la nostra vita si avvicina a un’esistenza ideale.

Tutto questo, però, comporta l’assunzione di responsabilità. Cercare di diventare ricchi è un aspirazione legittima, un desiderio naturale. Lo è per molti, tanti, ma pochi si impegnano realmente nel voler raggiungere quella condizione, per i motivi che leggerai in questo libro.

La frase “I poveri sono sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi” ci racconta un dato di fatto reale. La ragione va cercata in secoli di ignoranza finanziaria. Con questo libro o con testi simili, entrerai finalmente in un territorio il cui accesso è stato negato per un tempo davvero lungo. Venire a conoscenza di cosa si deve fare per evitare di finire o di rimanere imprigionati nella ruota del criceto, sarà come uscire da un labirinto buio che schiavizza milioni di persone.

Oggi, ognuno di noi ha la possibilità di liberarsi dalla povertà, dalla mediocrità e dalla morsa della precarietà. Ciascuno di noi ha le potenzialità per farlo, ma ci si deve preparare ad affrontare un percorso, un viaggio: non succederà in pochi giorni o settimane. La strada è tracciata, ma diventare ricchi è un processo non un evento. Sappiamo cosa va fatto. Sta a noi decidere e attivarci.

Diventare ricchi comporta vantaggi che ben sappiamo. Diventare delle brave persone è un’altra cosa e dipende da mille altri fattori. Più volte ho sentito dire che la ricchezza amplifica ciò che si è: se sei una persona buona lo diventerai di più, se invece sei un egoista, i soldi metteranno in vista i lati negativi della tua personalità. Non per questo dobbiamo dare la colpa ai soldi. I soldi sono uno strumento, un mezzo. La nostra esistenza dipende in buona parte da quello che siamo, da cosa pensiamo e da quello che facciamo, anche in ambito finanziario.

Dunque, per ritornare alla domanda iniziale del capitolo, ovvero “Perché ricchi?”, la risposta è: per la libertà e per il controllo delle nostre vite.

Leggi questo libro e capirai la portata di questa affermazione.

A breve scoprirai le leggi fondamentali del denaro che ci serviranno come base per affrontare gli argomenti successivi presenti nel libro, ma anche per capire quali di queste stiamo violando, in modo da poter eventualmente porre rimedio.

Ma prima analizziamo brevemente quali sono i 5 modi per diventare ricchi. Uno di questi è pericoloso, tre possono verificarsi ma dipendono da fattori esterni, e solo uno dei cinque è il metodo la cui realizzazione dipende da noi, dalla nostra decisione, dall’impegno e dalla nostra determinazione.

 

 

Indice del libro

 

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